Alla vigilia delle feste è arrivata una notizia positiva per chi vuole smettere di fumare: l’Agenzia Italiana del Farmaco ha approvato la rimborsabilità della citisina (nome commerciale Regicar), un supporto farmacologico che sarà disponibile in primavera. Mentre sul fronte tabagismo si apre dunque una finestra di opportunità, tra i giovani cresce però un fenomeno che preoccupa gli esperti: l’uso combinato di sostanze. Alcol, crack/cocaina e ansiolitici vengono assunti insieme o in rapida successione. Secondo diverse rilevazioni e testimonianze dal campo, circa un ragazzo su quattro pratica un consumo multiplo: un segnale di disagio profondo e un’emergenza che rischiamo di sottostimare.
Uso multiplo: che cos’è e perché ci riguarda tutti
Per uso multiplo si intende l’assunzione di due o più sostanze psicoattive nello stesso arco di tempo: nella stessa serata, nella stessa settimana o in cicli ripetuti. Non è solo “provare di tutto”, ma una strategia per modulare effetti ed emozioni: si cerca lo sballo, poi si “ammorbidisce” l’ansia, si coprono i cali di umore o si tenta di dormire. Il problema è che i rischi non si sommano soltanto: spesso si moltiplicano.
Tre ritratti purtroppo comuni
- La serata infinita: alcol a inizio nottata, poi crack o cocaina per restare attivi, infine ansiolitici per “spegnere” la mente e riuscire a dormire.
- L’autocura sbagliata: benzodiazepine prese senza prescrizione per placare l’ansia, alcol per sentirsi più disinvolti, con la falsa percezione di tenere tutto sotto controllo.
- Il rimbalzo tra su e giù: sostanze stimolanti per affrontare impegni o esami, quindi sedativi per recuperare, in un’altalena che mette a dura prova corpo e cervello.
Le radici del fenomeno: disagio, accessibilità e normalizzazione
Le cause sono intrecciate. Molti ragazzi segnalano ansia, insonnia, senso di inadeguatezza e paura del futuro. La precarietà economica, il post-pandemia, l’iperconnessione e la pressione sociale alimentano un terreno fertile per l’automedicazione. A questo si sommano la disponibilità di alcol a basso costo, l’offerta di droghe ad alta potenza e la circolazione impropria di farmaci ansiolitici. Nel gruppo dei pari, infine, si diffondono narrazioni che minimizzano i rischi o banalizzano il “mix” come pratica quasi ordinaria.
Rischi concreti del mix: quando 1 + 1 non fa 2
Il nostro sistema nervoso non è fatto per gestire cocktail di sostanze antagoniste o sinergiche. Alcune combinazioni possono diventare rapidamente pericolose:
- Alcol + benzodiazepine: sommano l’effetto sedativo, rallentando riflessi e respirazione; aumentano il rischio di blackout, cadute e incidenti stradali.
- Stimolanti (crack/cocaina) + sedativi: l’alternanza “su-giù” stressa cuore e vasi, amplifica l’ansia e può favorire comportamenti impulsivi.
- Uso ripetuto: nel lungo periodo si deteriorano attenzione, memoria ed equilibrio emotivo, con ricadute su studio, lavoro e relazioni.
Un altro nodo critico è la falsa sicurezza: l’idea di poter equilibrare una sostanza con un’altra aumenta l’esposizione a dosi imprevedibili e a reazioni inattese, specie quando la qualità dei prodotti è incerta o i farmaci sono assunti senza indicazione medica.
Segnali da cogliere a casa e a scuola
Non servono allarmismi, ma attenzione costante. Alcuni campanelli d’allarme:
- sbalzi d’umore marcati e irritabilità;
- ritmi sonno-veglia scompensati e assenze ripetute;
- calo del rendimento scolastico o lavorativo;
- segretezza insolita, spese non spiegate, oggetti o denaro che scompaiono;
- isolamento dal gruppo storico di amici.
Questi segnali non “diagnosticano” un problema, ma meritano ascolto, dialogo e, se necessario, una valutazione professionale.
Che cosa serve adesso: una risposta integrata
Per contenere l’uso multiplo non basta puntare il dito sui ragazzi. Serve una strategia a più livelli:
- Prevenzione precoce: educazione alle life skills già alle medie, programmi di peer education e percorsi continuativi (non una sola “lezione shock”).
- Screening e accesso facile: sportelli d’ascolto in scuole e università, équipe mobili nei luoghi del divertimento, canali digitali anonimi per chiedere aiuto.
- Servizi territoriali rafforzati: potenziare i SerD, ridurre le liste d’attesa, integrare psicoterapia, psichiatria e medicina delle dipendenze.
- Harm reduction: formazione su rischi delle combinazioni, punti di idratazione e spazi sicuri negli eventi, campagne chiare e non moralistiche.
- Uso appropriato dei farmaci: prescrizioni più prudenti per ansiolitici, vigilanza sulla circolazione impropria, counselling al momento della prescrizione.
- Dati e valutazione: monitoraggio aggiornato dei trend locali per interventi mirati, con la partecipazione di scuole, famiglie e terzo settore.
Una buona notizia sul tabagismo: la citisina rimborsabile
Nello stesso scenario, spicca un passo avanti importante: la citisina diventa rimborsabile. Si tratta di un alcaloide naturale che agisce sui recettori nicotinici, attenuando il desiderio di sigaretta e i sintomi di astinenza. La rimborsabilità può rendere più accessibile un percorso di cessazione, soprattutto a chi ha meno risorse economiche. È fondamentale sottolineare che i risultati migliori si ottengono se il farmaco è integrato con supporto comportamentale (colloqui motivazionali, counselling, gruppi).
Questo avanzamento non sostituisce gli interventi sulle altre dipendenze, ma indica una direzione: rendere più facile chiedere aiuto, costruire percorsi semplici e accessibili e affiancare la terapia ai cambiamenti di stile di vita. Per informazioni o dubbi, è sempre opportuno confrontarsi con il medico di famiglia o con un centro antifumo.
Cosa possono fare, da subito, genitori e ragazzi
- Parlare presto e chiaro: conversazioni regolari, senza giudizio, con informazioni realistiche sui rischi del mix.
- Stabilire confini e alternative: orari, piani di rientro sicuri, attività sportive e creative come valvole di sfogo.
- Chiedere aiuto senza vergogna: rivolgersi a SerD, consultori, psicologi scolastici o linee di supporto.
- Ridurre i rischi: evitare combinazioni, non usare da soli, non mettersi alla guida; in caso di emergenza chiamare il 112.
- Curare il sonno e l’ansia: routine regolari, igiene del sonno, tecniche di respiro e, se serve, supporto professionale.
Conclusioni: non normalizzare il mix, costruire alternative
L’uso multiplo tra i giovani è il termometro di un malessere che attraversa generazioni e territori. Non possiamo liquidarlo come una moda: richiede risposte concrete, coordinate e misurabili. La rimborsabilità della citisina per smettere di fumare è un segnale di sistema: quando abbattiamo le barriere di accesso, più persone intraprendono percorsi di cura. Facciamone un modello anche per l’area delle altre dipendenze. Investire su prevenzione, servizi e informazione onesta è l’unico modo per trasformare un’emergenza sottovalutata in un’opportunità di salute pubblica.





