In alcuni ambienti è sempre più comune sostituire gli alcolici con la cannabis, una pratica che molti chiamano 'California sober'. Ma questa scelta aiuta davvero chi fatica a tenere sotto controllo il bicchiere? Per rispondere, alcuni ricercatori hanno portato il bar in laboratorio: ambienti controllati con bancone, drink e scelte reali, dove misurare con precisione come cambiano i comportamenti quando entra in scena la cannabis.

Che cos'è il 'California sober'

L'espressione indica uno stile di vita in cui si limita (o azzera) l'alcol, consentendo invece l'uso di cannabis. L'idea alla base è di ridurre i danni collegati al bere: meno calorie, meno postumi, minori rischi sociali e sanitari legati all'intossicazione alcolica.

Tuttavia, 'meno alcol' non è sempre sinonimo di 'meno rischio'. La cannabis non è priva di effetti collaterali e, in alcune persone, può diventare un sostituto problematico.

Perché i ricercatori hanno allestito un bar in laboratorio

I classici questionari non bastano a capire come le persone bevono davvero. Per questo in diversi centri di ricerca si usano da anni 'bar sperimentali': stanze che riproducono un locale, con un menu, luci e rituali sociali. In questo contesto i partecipanti scelgono se e quanto bere, a volte dopo aver assunto cannabis controllata o placebo.

Questo approccio consente di:

  • misurare quantità e tempi di consumo con strumenti oggettivi;
  • controllare variabili come umore, stress, segnali ambientali e pressione sociale;
  • osservare se la cannabis porta davvero a ordinare meno alcol o solo a posticiparne l'assunzione;
  • monitorare la sicurezza, evitando combinazioni pericolose.

Cosa suggeriscono le prime evidenze

Il quadro che emerge è sfaccettato e dipende molto dal profilo della persona e dal contesto.

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  • Effetto sostitutivo in alcuni: per chi beve in modo occasionale o moderato, introdurre cannabis può ridurre il numero di drink in una serata o la frequenza delle uscite alcoliche.
  • Riduzione dei postumi: quando l'alcol cala davvero, si osservano meno hangover e migliori parametri di sonno a breve termine.
  • Evidenze miste nei bevitori problematici: tra chi ha una relazione complessa con l'alcol, l'effetto non è uniforme. Alcuni riescono a contenere le bevute, altri alternano periodi di astinenza a episodi di consumo combinato (cannabis + alcol), che aumenta i rischi.
  • Pochi trial controllati: gli studi rigorosi che confrontano direttamente 'California sober' con altri approcci (per esempio terapie evidence-based o astinenza totale) sono ancora limitati.

I rischi da non sottovalutare

  • Uso combinato: unire cannabis e alcol potenzia gli effetti sedativi e la compromissione psicomotoria. Aumenta il rischio di incidenti, scelte impulsive e doppi postumi.
  • Dipendenza spostata: sostituire l'alcol con cannabis può ridurre alcuni danni ma aprire la strada a un uso problematico di THC, soprattutto con prodotti ad alta potenza.
  • Salute mentale: in soggetti predisposti, la cannabis può accentuare ansia, attacchi di panico o sintomi psicotici; l'effetto può essere più marcato in età giovane.
  • Tolleranza e dosaggio: con l'uso frequente, serve più prodotto per lo stesso effetto, e la linea tra 'sostituzione' e 'nuova abitudine' si assottiglia.
  • Aspetti legali e di sicurezza: leggi diverse per Paese e regione; guida e lavoro sotto effetto di cannabis o alcol restano pericolosi e spesso illegali.

Chi potrebbe trarne beneficio (con cautela)

La sostituzione potrebbe avere senso per adulti che:

  • bevono in modo sociale ma vogliono ridurre calorie, postumi o rischi a breve termine;
  • non presentano storia di disturbi psicotici, ansia severa o predisposizioni familiari rilevanti;
  • possono contare su prodotti standardizzati, dosi misurate e un contesto sicuro.

Per chi convive con un disturbo da uso di alcol, l'approccio 'California sober' non è una cura. Le terapie con efficacia dimostrata (supporto psicoterapeutico, farmaci approvati, gruppi di supporto) restano il riferimento principale. La cannabis, se considerata, va valutata con un professionista.

Come impostare un approccio di riduzione del danno

Se stai pensando di sperimentare una riduzione dell'alcol ricorrendo alla cannabis, considera queste regole di base:

  • Non mescolare: privilegia l'alternanza in giorni separati; evita l'assunzione concomitante.
  • Inizia basso, vai piano: preferisci prodotti a bassa potenza; con edibili, attendi almeno 2 ore prima di valutare effetti.
  • Definisci limiti chiari: stabilisci in anticipo numero massimo di occasioni a settimana e dosi.
  • Monitora segnali d'allarme: desiderio incontrollato, uso mattutino, ricadute su lavoro o relazioni.
  • Controlli periodici: confronta obiettivi e risultati ogni 2-4 settimane; se bevi uguale o di più, l'approccio non sta funzionando.
  • Parlane con un professionista: medico o psicologo possono aiutarti a valutare rischi personali, interazioni con farmaci e alternative terapeutiche.

Cosa aspettarsi dai prossimi studi

I bar di laboratorio permettono di osservare scelte reali in ambienti controllati e potranno chiarire quando e per chi la cannabis funge da sostituto dell'alcol. Aspettati nei prossimi anni:

  • più studi randomizzati che confrontano strategie diverse (astinenza, riduzione guidata, sostituzione);
  • analisi per sottogruppi (età, genere, storia clinica, tipo di prodotto cannabinoide);
  • indicatori oggettivi di sicurezza: guida, performance cognitive, sonno e marcatori biologici.

Conclusione

'California sober' non è una scorciatoia universale: per alcuni può ridurre il numero di drink e i postumi, per altri può spostare il problema altrove o, peggio, sommarsi all'alcol. La regola d'oro resta la prudenza: niente uso combinato, obiettivi chiari, monitoraggio dei risultati e supporto professionale quando serve. La scienza sta apparecchiando il bancone del laboratorio; presto avremo risposte più solide su efficacia e limiti di questa strategia.

Nota: Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce il parere medico. Verifica sempre la normativa vigente nella tua area.