L’era dell’alcol rallenta: i motivi dietro la nuova tendenza mondiale
Durante le festività si brinda ancora, ma con un approccio diverso: il consumo di alcol diminuisce, soprattutto tra i più giovani, mentre la cannabis entra sempre più nelle abitudini ricreative di molte persone. È una svolta che non riguarda solo l’Italia, ma buona parte dell’Europa e dei mercati occidentali, dove la cultura del bere sta lasciando spazio a scelte più consapevoli, prodotti a bassa o nulla gradazione e a nuove modalità di socialità.
Un cambiamento che si vede anche sotto le feste
Natale e Capodanno restano momenti di convivialità, ma rispetto al passato si beve meno e meglio. Crescono i brindisi con spumanti a bassa gradazione, si diffondono i mocktail nei locali e molte persone alternano alcolici e bevande analcoliche per mantenersi lucide e godersi la serata senza strascichi. Il fenomeno “sober curious” – la curiosità di esplorare uno stile di vita con poco o zero alcol – ha normalizzato la scelta di non bere anche nelle occasioni tradizionalmente associate ai calici alti. In parallelo, prendono piede sfide come Dry January, che trasformano la sobrietà in un esperimento collettivo e condiviso.
Perché si beve meno: i fattori chiave
- Salute e benessere: cresce la consapevolezza sugli effetti dell’alcol su sonno, energia, pelle e performance cognitive. Molti scelgono di ridurre per sentirsi meglio il giorno dopo.
- Pressione economica: tra inflazione e rincari, i drink costano di più. Si preferisce consumare meno e puntare sulla qualità, oppure passare a opzioni analcoliche.
- Valori e identità della Gen Z: i più giovani tendono a evitare gli eccessi e a cercare coerenza con uno stile di vita orientato al benessere mentale e fisico.
- Socialità diversa: dalle serate senza alcol agli eventi sportivi e outdoor, le occasioni di incontro non ruotano più necessariamente attorno al bicchiere.
- Tecnologia e mobilità: maggiore sensibilità sui rischi alla guida e facilità di prenotare alternative di trasporto rendono meno “necessario” l’alcol per sciogliere la serata.
- Esplosione del low/no alcol: il mercato offre birre, vini e distillati analcolici di qualità. I bar hanno menù dedicati e pairing gastronomici sobri.
- Regole più severe e cultura della responsabilità: campagne di prevenzione, controlli e policy aziendali spingono verso consumi moderati.
… mentre la cannabis guadagna terreno
Nel frattempo, in diversi Paesi la cannabis è stata regolamentata o parzialmente depenalizzata, contribuendo a una maggiore visibilità e disponibilità del prodotto. L’offerta si è evoluta: non più soltanto fumo, ma oli, edibili e vaporizzatori con dosaggi più prevedibili. Per alcuni consumatori, la cannabis rappresenta una scelta percepita come “meno sociale” o più gestibile rispetto all’alcol, soprattutto nelle serate fra amici. Tuttavia, è importante ricordare che non è priva di rischi: può influire su attenzione, memoria e salute mentale, e guida e lavoro sotto effetto restano pericolosi e illegali. La tendenza, insomma, non è un invito a sostituire una sostanza con un’altra, ma il segnale di un paesaggio ricreativo che si sta diversificando.
Impatto su aziende e locali
Per l’industria delle bevande, il trend è una sfida ma anche un’opportunità. I brand storici investono in linee analcoliche o a bassa gradazione, mentre startup e micro-distillerie sperimentano botaniche, fermentazioni e tecniche di dealcolizzazione più raffinate. Nei ristoranti compaiono pairing sobri, i bar ritagliano spazi “zero proof” e l’ospitalità si attrezza con carte analcoliche curate. Vince chi non tratta l’opzione senza alcol come ripiego, ma come esperienza sensoriale a sé.
Come cambiano le occasioni sociali
Dire “oggi non bevo” è sempre meno un tabù. Eventi, locali e community stanno rendendo inclusiva la scelta di limitare o evitare l’alcol: meno pressione sociale, più alternative di qualità, più attenzione al benessere. Anche online, creator e professionisti del benessere propongono rituali serali e momenti di socialità che non dipendono dall’alcol, dalla test kitchen dei mocktail ai club di corsa che finiscono con un tè freddo.
Cosa aspettarsi nei prossimi mesi
La traiettoria indica che il segmento low/no continuerà a crescere e che i marchi alcolici tradizionali diversificheranno l’offerta. In Europa il dibattito normativo sulla cannabis resterà caldo, con differenze significative tra Paesi. Per i consumatori, la parola d’ordine sarà personalizzazione: ognuno costruirà i propri confini tra gusto, benessere, socialità e responsabilità.
Consigli pratici per le feste (e non solo)
- Pianifica in anticipo: decidi se e quanto bere, e organizza il rientro in modo sicuro.
- Prova alternative: esplora mocktail, birre analcoliche e soft drink gourmet.
- Alterna e idratati: intervalla alcolici e acqua, scegli porzioni più piccole.
- Comunica le tue scelte: dire “no grazie” è legittimo; i veri amici capiranno.
- Rispetta norme e contesti: alcol e cannabis hanno regole diverse a seconda del Paese; informati sempre.
- Ascolta il tuo corpo: se noti effetti negativi, riduci o sospendi e, se necessario, chiedi supporto professionale.
Conclusione
La festa non finisce: cambia. Meno alcol non significa meno convivialità, ma più consapevolezza, più scelta e, spesso, più qualità. Capire le ragioni di questa transizione aiuta consumatori, locali e brand a muoversi con intelligenza in un panorama che premia chi sa innovare senza perdere di vista la responsabilità.




