Olio di CBD Illegale: Ennesimo Passo Indietro dell’Italia

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Olio di CBD in Italia: è davvero illegale? Facciamo chiarezza
In Italia, l’olio di CBD è stato classificato come stupefacente e inserito nella tabella dei medicinali, sezione B, del Testo Unico sugli stupefacenti. Questo significa che, ad oggi, la vendita degli oli di CBD nei negozi potrebbe essere considerata illegale.
Il decreto del Ministero della Salute
La decisione è stata ufficializzata dal Ministero della Salute con un decreto pubblicato il 1° ottobre 2020. Nel documento si specifica che le “composizioni per somministrazione ad uso orale di cannabidiolo ottenuto da estratti di cannabis” rientrano tra i medicinali soggetti a controllo.
Perché questa decisione?
Alla base del provvedimento, vi è la valutazione dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) su una richiesta di autorizzazione per la vendita di un farmaco contenente CBD. Si tratta di Epidiolex, prodotto da GW Pharmaceuticals, già approvato dalla European Medicines Agency (EMA). Questa classificazione potrebbe quindi essere collegata all’arrivo del farmaco sul mercato italiano.
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Presentazione del prodotto realizzata con AAWP
Olio di CBD: è davvero illegale?
Secondo il dottor Marco Ternelli, farmacista esperto di cannabinoidi, la situazione non è così semplice. Gli oli di CBD sono stati inseriti nella tabella B dei medicinali, ma non nella Tabella II, che comprende la cannabis tra le sostanze stupefacenti.
Ciò potrebbe aprire uno spiraglio interpretativo: se la tabella riguarda solo i farmaci, i prodotti a base di CBD non registrati come tali potrebbero non rientrare in questa classificazione. Tuttavia, finché il Ministero della Salute non fornirà chiarimenti ufficiali, la questione rimane ambigua.
Conseguenze per farmacie e produttori
Il decreto avrà inevitabili ripercussioni anche su farmacisti e aziende. Come evidenziato dal dottor Ternelli, un farmacista che utilizza CBD naturale in cristalli potrebbe non considerarlo uno stupefacente. Tuttavia, se lo scioglie in olio o lo incapsula per uso orale, il prodotto finito potrebbe essere classificato come farmaco stupefacente, creando incertezze a livello normativo.
Conclusioni: cosa aspettarsi?
Al momento, resta da vedere se il Ministero della Salute fornirà chiarimenti sulle quantità consentite e sulle eventuali eccezioni per integratori e altri prodotti al CBD. Nel frattempo, il mercato dell’olio di CBD in Italia rimane in una zona grigia, in attesa di nuove direttive ufficiali.
Presentazione del prodotto realizzata con AAWP