Giovani e Fumo: Quanto Sono Efficaci le Campagne?

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Giovani e fumo: l’età della prima sigaretta scende a 15 anni
Secondo i dati Istat del 2012, in Italia si contano 11,1 milioni di fumatori: 5,9 milioni uomini e 5,2 milioni donne. Di questi, 1,3 milioni hanno meno di 25 anni. Il dato più preoccupante riguarda l’età della prima sigaretta, che si è abbassata fino ai 15 anni.
Ma le attuali strategie di prevenzione, come il decreto legislativo 184/2003, che impone l’inserimento di avvertenze sui pacchetti, sono davvero efficaci nel contrastare questa tendenza?
Messaggi sui pacchetti: davvero scoraggiano i fumatori?
Numerose ricerche dimostrano che gli avvertimenti testuali, come quelli presenti nei pacchetti venduti in Italia, hanno un certo impatto, portando almeno a una riflessione. Tuttavia, tra i giovani, specie quelli la cui autostima è legata all’immagine del fumatore, questi avvisi possono avere l’effetto opposto.
Per alcuni, il fumo diventa una sorta di sfida ai tentativi della società di spaventarli, trasformandosi in un simbolo di ribellione più che in una consapevolezza del rischio.
I dati più recenti: cala il numero di fumatori tra i giovani
Le campagne di sensibilizzazione servono davvero? In parte sì. Anche se chi fuma abitualmente tende a ignorare i messaggi sulla salute, questo tipo di comunicazione può essere utile per scoraggiare chi ancora non ha iniziato.
Secondo un’indagine Doxa, commissionata dall’Osservatorio Fumo, Alcol e Droga dell’Istituto Superiore di Sanità, nel 2012 è stato registrato un calo del 1,9% dei fumatori. Una tendenza positiva che si riscontra anche tra gli under 18.
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In particolare, tra le ragazze la riduzione sembra essere legata all’impatto dei messaggi sugli effetti estetici del fumo, mentre nei ragazzi risultano più efficaci quelli che evidenziano i rischi oncologici. Tuttavia, la strada per eliminare il vizio del fumo nei giovani è ancora lunga.
Le strategie adottate all’estero
Alcuni Paesi stanno sperimentando nuove strategie più incisive. In Canada, Australia e Stati Uniti, ad esempio, i classici avvisi testuali sono stati sostituiti da immagini scioccanti: polmoni anneriti, denti marci, pazienti oncologici terminali.
Gli studi dimostrano che queste rappresentazioni visive sono molto più efficaci nel dissuadere dal fumo. Tuttavia, le aziende produttrici contrastano fortemente questo approccio, temendo un drastico calo delle vendite.
Come contrastare il problema?
Al di là dei messaggi e delle immagini sui pacchetti, servono misure più incisive:
- Pene più severe per gli esercenti che vendono sigarette ai minori.
- Un cambio di percezione sociale del fumo, slegandolo dall’idea di forza o ribellione.
- Campagne basate meno sulla paura e più su una reale consapevolezza del problema.
Alla fine, chiunque odia sentirsi imporre divieti, ma acquisire le giuste informazioni può fare la differenza. Se stai cercando un modo per smettere di fumare, questo articolo potrebbe esserti utile.
Presentazione del prodotto realizzata con AAWP